



Lui venne alla luce il 6 Luglio 1983, e come ogni supereroe della promozione biancorossa la sua nascita è avvolta da leggenda.
Si narra che l’allora parroco della parrocchia di Argiano, Don Bruno, scorse subito, nel giorno del battesimo di Matteo, che quel ragazzetto, già dotato di un fisico da levriero, avrebbe avuto un futuro all’interno del mondo dello sport. In base a questa sua intuizione, il prelato, dopo essersi riunito in conclave, decise di sostituire la comune acqua benedetta con dell’enervit concesso dal “maestro” delle lattine, della palestra comunale di San Casciano, per battezzare definitivamente il pargolo all’attività atletica.
Dopo questo preambolo fantastico, passiamo alle cose serie, se così possiamo definirle.
Il giovane Matteo, ha il suo primo approccio con la palla a spicchi a soli 8 anni, quando, insieme ai suoi inseparabili e primi amici Andrea Vermigli e Jonathan Cubatoli, decidono di fare un periodo di prova in questa meravigliosa società che è il San Casciano basket.
È subito amore…. Non del basket, ovviamente, bensì delle sinuose Maria Bruschettini e Alessandra Bonera, le quali, con i loro voluttuosi ancheggiamenti, impartirono le basi principali di questo sport, a quei tre ormoni camminanti che eravamo e che tuttora siamo.
Il confuso Matteo, indeciso a quale forma rotonda correre dietro, capì che quello era lo sport fatto per lui. Decise quindi di iscriversi, e accompagnato dall’inseparabile madre, si diresse nella sede principale della società: la latteria Marranci. Il canuto presidente, che già allora parlava un idioma incomprensibile, non esitò ad accogliere né il ragazzo, né la sua quota d’iscrizione..! Gli anni trascorsi nelle giovanili del San casciano furono per Matteo di grande insegnamento, ovviamente prima che arrivassero figure del calibro di Grazzini Andrea, e abili giocatori quali
Il figlio d’arte Francesco “gramigna” Rofi, soltanto per enunciarne qualcuno.
Il primo, afflitto da una grave forma d’alopecia, e per di più con un’alitosi giornalmente in stato avanzato, fu uno di quegli allenatori che oltre a non capirci una mazza di pallacanestro, aveva la faccia tosta di venire sempre a scroccarci le 100 lire per asciugarsi le ciabatte fradice, dopo la doccia, per riporle asciutte nella borsa! Roba da non credere. Il biondo Rofi, era uno di quei ragazzi, che avevano lasciato l’adolescenza in modo troppo rapido rispetto ai suoi compagni di squadra( soltanto fisicamente, dato che il suo quoziente intellettivo era pari a quello dell’uomo della pietra)
E si divertiva a fare “coast to coast” aggrappandosi come un babbuino all’anello di gioco, venendo più volte ripreso dal povero padre( il buon Rofi si allena col pastrano!!) rammaricato nel veder di cosa era riuscito a procreare!.
All’età di 17 anni, Matteo si affaccia al mondo della prima squadra, insieme agli ormai inseparabili Gianni, Simone, Bruno e il mitico Claudio. Anche lì la storia non cambia, il problema dell’allenatore c’è sempre, in compenso però c’è veramente un’allegra brigata di giocatori: The shark, j.j. Bellini, la stella, il mosca e il mitico Baolone da San Donato. In quel posto Matteo trova ormai finalmente la sua massima espressione( non di gioco, dato che non c’è stata, non c’è, e non ci sarà mai) di puro divertimento.
Nome: Canio, professione: racconta bubbole e allenatore ad avanza tempo. Canio è stato il primo mister che Teo ha avuto in prima squadra, e recordman di racconta castronerie in una sola serata in pizzeria. Epiche sono state le sfide lanciate dall’orgoglioso mister e raccolte a testa alta dal giovane Matteo, colpevole solo di aver commentato delle sue affermazioni a dir poco opinabili.(comunque Canio ti voglio bene, se ancora ti ricordi chi sono…). Persona molto meno simpatica di Canio ma molto più checca di Platinette è stato il famigerato educatore Dan Hunter, che è riuscita a portare discordia e freddezza in un gruppo molto affiatato come il nostro. Con i suoi allenamenti da minibasket, e le sue idee di mettere i lunghi a tirare oltre la linea dei tre punti è riuscito a totalizzare solamente due punti in tutto il campionato, peraltro con lui non in panchina! La parentesi hunteriana è durata solamente una stagione, in seguito ad una rivolta perfettamente organizzata e capeggiata dal leader indiscusso Paolo
L’anno seguente, a causa di grossi deficit finanziari della società, la squadra decide di autogestirsi.
È l’anno della svolta, entra a far parte di noi lui!! IL PITONE, il sovrano dello sgravo fiscale, l’uomo dalla dissenteria facile!! Adesso lo zoo è al completo, ci siamo tutti!
Corre l’anno 2001, Matteo scopre il mondo della pallavolo, ma soprattutto scopre lei, Eleonora.
Si fiamma completamente, e di conseguenza viene fiammato!!! È stanco, ha voglia di chiudere con il mondo dello sport, si dà al fumo, all’alcool, alle rapine nelle banche e alle vecchiette, sconta due mesi di reclusione, e ne esce ancora più sconfitto, per fortuna il gruppo gli è vicino, e le mitiche pizzate dagli “strozzini” lo rendono un ragazzo nuovo. Matteo capisce che le donne rappresentano un mondo tortuoso, dove quel che sembra scontato e già realizzato, è solo l’inizio del declino sentimentale.
Nasce il fantastico e democratico sito della promozione dove ognuno può dire la sua e quella degli altri!! Entra a far parte del gruppo big merenda, gladiatore in pizzeria, giocatore dai passi sistematici in partenza. Rientra dopo l’infortunio il grande Claudio, giocatore dalle penetrazioni anticostituzionali, e recensore ufficiale della squadra; per ultimo giunge il conte con le sue mirabolanti e fantascientifiche avventure e esperienze di tutti i tipi.
Che dir di più di questo magnifico gruppo, se le nostre abilità umoristiche si sostituissero a quelle tecniche-cestistiche, saremo una delle pretendenti allo scudetto nella massima serie. Ma a quel punto che divertimento ci sarebbe??!!.
ESTEBAN
RENATO SUPERMAXIEROE
BEPPONE
DANIELE
GIANMARCO

BAOLO
KATANA
MOSCA
BORGIO
KILLER
BIG MERENDA
GIANNI
L'ELETTO
SIMOGNE
SCUOTIOSSA
KINOPPI
L'ATTORE