Una vita da Re:
biografia del Giorgione nazionale.
Gioie e dolori del giovane Borghi

Correva il 1982 l’anno: della vittoria del 3° Mondiale di calcio dell’Italia di Paolo Rossi (miglior calciatore), dell’inaugurazione della funivia più grande delle Dolomiti (3° nel mondo), dei titoli mondiali di fioretto maschile e di quello a squadre femminile. Grandi eventi sportivi e non che smuovono il mondo, uno su tutti la nascita di Claudio più noto come King George. Giocatore che fin dai primi anni ha dovuto lottare contro la sfortuna, compagni più in forma, allenatori e se stesso nelle crisi. Si affaccia alla pallacanestro alla giovane età di 6 anni, era il più alto nella squadra una spanna superiore agli altri. La pallacanestro a San Casciano non gli bastava all’età di 8 anni vola in America nei quartieri più poveri per allenarsi con sconosciuti nei vari campi da gioco in strada. Qui ha il modo di giocare e conoscere un gruppo di ragazzetti più grandi di loro che calcheranno i palcoscenici della NCAA e successivamente la NBA. Finita l’estate torna in Italia, lo accoglie a braccia aperte la bella allenatrice Alessandra. Claudio si allena molto nel ruolo di 4 e 5 per sfruttare la sua altezza e potenza ma non trova spazio per incomprensioni e poca voglia. Il numero 19 del San Casciano ha la prima crisi cestistica. L’anno successivo cambia l’allenatore cambia il gioco, Claudio sotto le redini di Andrea inizia a giocare con un po’ di continuità e i risultati si iniziano a vedere. E’ il periodo del campionato cadetti passa dal ruolo di 4 a quello di 3 inizia la sua evoluzione nel mondo dei “piccoli”. Viene soprannominato PIOVRA per la sua aggressività nell’avventarsi sulle palle a due. Poi la seconda annata con Rofi che inizia a dargli sempre più fiducia in campo. Netti i miglioramenti del giovane anche grazie ad una liscia chioma bionda. L’Ercole sancascianese sfrutta le esperienze passate ottenute in altri hobbies per migliorarsi nel suo sport preferito. Infatti nel lontano 1993 inizia due nuovi impegni: Tiro con l’arco e Teatro. “Il tiro con l’arco e il teatro sono stati fondamentali per lo sviluppo sportivo e del mio carattere” dichiara King. Viene infatti soprannominato Robin Hood la sua mira risulta incredibile: vince 2 medaglie “d’oro” nei campi solari a Vicchio, un 1° posto a Trento ad un torneo per la sua età e un 4° posto nella categoria superiore. Il cecchino di San Casciano sfrutta la sua mira per migliorarsi nel tiro e le sue tecniche recitative per simulare gli sfondamenti. E’ l’apoteosi di un anno straordinario che lo catapulterà titolare nel campionato juniores. Siamo al Campionato juniores allenati da uno delle assi portanti della prima squadra Antonio. Antonio unisce ad un gioco basato sulla corsa il fattore simpatia e soprattutto ha un’arma nuova e potente il Jolly Claudio. Cambia numero di maglia e prende il 5. Ebbene si passa ad il ruolo di jolly: capace di fare tutti i ruoli meno che il play e dotato di grande volontà riesce ad essere titolare inamovibile. In questo periodo si affaccia giovanissimo in prima squadra (per motivo di mancanza d’organico). E’ la sua annata migliore ed il suo morale è alle stelle si vede già un futuro nella massima serie magari nella sua squadra del cuore il Siena. Ma il sogno dura poco a fine anno Antonio lascia la squadra, Claudio ricorda “ci divertivamo tantissimo nello spogliatoio, soprattutto a metà partita con Jacopo!Ci mancherà…”. Al suo posto rientra Rofi ex allenatore nel periodo cadetti, stranamente lo etichetta subito come giocatore riserva, il povero 5 entra in un dissidio interiore che lo porta a polemizzare tutto l’anno per il suo poco utilizzo. Infine l’entrata in prima squadra. L’obbligo di cambiare il proprio ruolo in play-guardia lo scoraggia inizialmente in quanto non è mai stato un gran palleggiatore. L’impegno non manca ed inizia ad allenarsi con impegno, inizia anche ad giocare a calcetto con il fine di migliorare i dribling. E’ proprio il calcetto che lo tradisce durante una partita, che lo vedeva incoronato leader del match con 2 goal, si infortuna al ginocchio. I medici lo obbligano ad un riposo di 2 mesi a causa di una distorsione. Al rientro sembra tornato in forma gli allenamenti procedono bene, ma alla partitella una delle sue famose entrate poderose costringe l’avversario al fallo. Ricade sulla gamba dolorante è la fine. Crociato e menisco rotto i telegiornali nazionali in fermento. Viene operato nel settembre 2002. Rientra in squadra l’anno successivo dopo quasi un anno di fisioterapia, il suo ruolo in squadra è ormai deciso a semplice gregario. Nonostante l’annata di passaggio vanta nel campionato 2002-2003 alcune prestazioni importanti riprendendosi il soprannome di KING GEORGE. Infine l’anno in corso 2004 –2005, durante tutta l’estate si allena in modo intenso nel campino sotto casa. Detta legge nel campo, migliora le sue doti balistiche in particolare dal centro. Vuole risorgere nonostante la partenza da 4° play-guardia. In allenamento è sempre in forma in partita è incompreso cosa aspettarsi? Risurrezione, caso nazionale o un’annata di malumore?

ESTEBAN

RENATO SUPERMAXIEROE

BEPPONE

DANIELE

GIANMARCO







BAOLO

KATANA

MOSCA

BORGIO

KILLER

BIG MERENDA

GIANNI

L'ELETTO

SIMOGNE

SCUOTIOSSA

KINOPPI

L'ATTORE